Presidio a Seriate: la crisi abitativa non si risolve rinviando gli sfratti

Giovedì 15 ottobre presidio con le tende davanti al Comune di Seriate, indetto dal sindacato As.I.A. per chiedere una soluzione per una famiglia sotto sfratto e politiche abitative concrete. A Seriate, infatti, come in tante altre città in tutta Italia, il diritto alla casa è sempre più sotto attacco. Gli affitti aumentano, il costo della vita divora i salari e per un numero crescente di famiglie riuscire a mantenere un tetto sopra la testa è ormai un problema quotidiano.

La locandina del presidio che si svolgerà domani davanti al Comune di Seriate

È per denunciare questa condizione in cui si trovano tante, troppe famiglie, che giovedì 15 ottobre, alle 15:30, cittadine e cittadini di Seriate, insieme al sindacato As.I.A/USB, porteranno le tende davanti al Comune. Una mobilitazione che vuole trasformare in una protesta visibile ciò che troppo spesso rimane nascosto tra le mura delle case, negli uffici dei servizi sociali e nelle procedure degli sfratti: la crescente difficoltà di trovare un’abitazione dignitosa a prezzi accessibili. Una tenda davanti al municipio per ricordare alle istituzioni che senza una casa non c’è dignità.

Il caso che ha portato alla mobilitazione riguarda una famiglia di Seriate con un figlio minorenne, il cui sfratto, il 6 ottobre, è stato rinviato al prossimo 5 novembre grazie alla mobilitazione del sindacato e delle persone solidali presenti. Un risultato importante, perché ha permesso di guadagnare tempo, ma del tutto insufficiente a garantire un futuro alla famiglia. Tra poche settimane, infatti, il rischio di ritrovarsi senza un’abitazione tornerà concretamente a presentarsi, se nel frattempo non verrà individuata una soluzione. La famiglia in questione è composta soltanto da una madre e suo figlio, lei con un lavoro part-time a tempo indeterminato, stabile, lui ancora studente. Un solo stipendio che non riesce a sostenere, oltre alle spese necessarie per vivere, anche il costo dell’affitto. Nonostante il Comune di Seriate abbia effettivamente aiutato economicamente la famiglia negli anni, non si è mai realmente attivato per risolvere il problema alla radice: investire economicamente e politicamente nell’edilizia residenziale pubblica, una delle pochissime soluzioni a una crisi abitativa (e non solo) che ormai da anni costringe migliaia di persone ai margini. Dunque, che cosa accadrà il 5 novembre? Dove andrà questa famiglia se non riuscirà a trovare un alloggio adeguato? Il sindacato As.I.A. si rifiuta di normalizzare il fatto che un nucleo familiare con un minore debba vivere nell’angoscia di uno sfratto imminente senza poter contare su una risposta certa da parte delle istituzioni, che ormai da tempo avrebbero dovuto assumersi le proprie responsabilità politiche e sociali davanti alla crisi abitativa.

Non si tratta, infatti, di un’emergenza imprevedibile, né di una questione che possa essere liquidata come un problema esclusivamente privato. Quando una famiglia rischia di perdere la propria abitazione e non dispone di alternative, siamo davanti a una questione sociale che chiama in causa direttamente le istituzioni, e che solleva una questione politica precisa. Nel confronto con il sindacato As.I.A., il sindaco ha rinviato la gestione del problema ai servizi sociali, spostando su questi ultimi il peso della ricerca di una risposta. Il lavoro dei servizi sociali è certamente importante, ma non può sostituire la responsabilità politica dell’amministrazione comunale. Gli operatori possono valutare situazioni, attivare strumenti disponibili e accompagnare le famiglie in difficoltà, ma mon possono inventare alloggi che non esistono, né risolvere da soli una crisi abitativa che richiede risorse, scelte amministrative e una programmazione pubblica. La questione non è soltanto come assistere una famiglia che sta per perdere casa, ma perché il Comune non disponga di risposte abitative adeguate e quali interventi intenda mettere in campo per cambiare questa situazione.

Per questo è necessario che l’amministrazione di Seriate chiarisca quali alloggi siano effettivamente disponibili, quali risorse intenda destinare all’emergenza abitativa e quali tempi si dia per garantire una soluzione non solo alla famiglia coinvolta, ma a tutte quelle che si ritrovano nella stessa condizione. Gli affitti assorbono una parte crescente dei redditi, mentre bollette, alimentari, trasporti e spese quotidiane rendono sempre più difficile arrivare alla fine del mese. Per lavoratrici e lavoratori con salari bassi, per i pensionati, per le famiglie monoreddito e per i giovani, il problema non è necessariamente l’assenza di un lavoro: è il fatto che il reddito non sia più sufficiente a garantire una vita dignitosa. Quando il diritto alla casa viene subordinato esclusivamente alla capacità di spesa, il risultato è una progressiva esclusione sociale. E quando il mercato non garantisce abitazioni accessibili, l’intervento pubblico non può essere considerato un’opzione secondaria.È questo il messaggio che il presidio di giovedì vuole lanciare.

La tenda davanti al Comune di Seriate sarà una denuncia, ma anche una richiesta precisa: che le istituzioni smettano di inseguire le emergenze e comincino a costruire le condizioni perché nessunə sia costretto a vivere nell’incertezza di perdere la propria casa.

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