Pioggia di denunce su manifestanti a Bergamo

Pioggia di denunce su militanti bergamaschə per i cortei del 25 aprile 2025, per lo scorso sciopero generale del 3 ottobre, e per il presidio dell’8 ottobre in sostegno alla Flotilla. Secondo quanto abbiamo appreso, momentaneamente sarebbero 22 le persone denunciate dalla Questura di Bergamo. Le accuse per ora pervenute sono di resistenza aggravata, oltraggio a pubblico ufficiale con aggravante, interruzione di pubblico servizio.

In quelle giornate, Bergamo, come moltissime città italiane, è stata un fiume in piena: migliaia di manifestanti sono scesə in piazza a fianco del popolo palestinese, a fianco della Flottilla, a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che si sono oppostə all’economia di guerra.

Il 25 aprile dello scorso anno, il corteo cittadino si era opposto alla presenza della brigata ebraica in manifestazione; nel tentativo di allontanare la frangia sionista, i/le manifestanti sono statə circondatə dalla celere e contestualmente caricatə. Un compagno è stato successivamente sottoposto a fermo e portato in Questura. Poche ore dopo, durante il comizio istituzionale in piazza Vittorio Veneto, vista la persistente pressione delle forze dell’ordine sullo spezzone di movimento, l’intera piazza si è rivoltata riuscendo a sfondare le transenne e ad allontanare definitivamente la polizia.

Il 3 ottobre si è svolto, invece, uno sciopero generale indetto dai sindacati di base e dai sindacati confederali. In città si sono riversate migliaia di persone, come da tempo non se ne vedevano; tutte a sostegno del movimento nazionale “BLOCCHIAMO TUTTO!” ed in solidarietà all’assalto della Flottilla perpetrato dalle forze armate israeliane. Anche in quelle occasioni non sono mancati momenti di tensione con le forze dell’ordine, soprattutto quando, il 3 ottobre, spontaneamente, parte del corteo ha deciso di stabilirsi sui binari ovest della stazione dei treni, mettendo in pratica una forma di protesta eguale a quelle che si stavano attuando in tutta Italia. Anche l’8 ottobre Bergamo era scesa in piazza a sostegno del popolo palestinese: ben due presidi avevano riempito la città, uno chiamato dalla Rete Bergamo per la Palestina e un altro dall’Equipaggio di Terra. Il primo presidio era stato talmente partecipato che si era tramutato in un corteo spontaneo, che ha raggiunto il secondo, in piazza Matteotti. Lì, alcunə manifestanti sono entratə nel cortile della sede del Comune di Bergamo, in segno di protesta, reclamando una presa di posizione da parte dell’amministrazione.

L’arrivo delle denunce, peraltro in concomitanza a quelle spiccate nei confronti dei/delle compagnə milanesi, è la dimostrazione di quanto incisive siano state quelle mobilitazioni e di quanto abbiano rappresentato un duro colpo alla stabilità del governo filo-sionista di Giorgia Meloni e alla credibilità di tutti quei partiti che, pur non essendo di maggioranza, non hanno mai epurato le componenti interne che tutt’oggi parteggiano per il genocidio del popolo palestinese. La tattica intimidatoria è quella classica dell’apparato repressivo dello Stato italiano, quella dell’asse potere politico-regime poliziesco, finalizzata al soffocamento di critica e dissenso popolare. D’altronde, dopo anni segnati dalla continua emanazione di decreti sicurezza, non ci si poteva aspettare diversamente; la loro applicazione è riscontrabile nella presenza di numerose aggravanti tra i reati contestati, le quali inaspriscono futilmente reati che il più delle volte vengono contestati arbitrariamente.

Ricordiamo che tutto ciò che la piazza in quelle date ha deciso di fare, l’ha fatto per opporsi, anche fisicamente, al protrarsi di un genocidio tutt’ora in corso. L’ha fatto per sopperire ad anni di immobilismo globale e globalizzato; l’ha fatto per dimostrare che c’è ancora una cospicua componente sociale che non si è arresa, o per meglio dire, abituata, alla vergognosa crisi in cui governi e potenti della Terra ci hanno trascinato.

In quelle piazze c’eravamo tutti, c’eravamo tutte.

Seguiranno aggiornamenti sulla vicenda.

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