“Boicottare il sionismo, boicottare la guerra”: sono queste le parole d’ordine della nuova campagna della Rete Bergamo per la Palestina, che dopo più di due anni di lavoro sul territorio bergamasco vuole ora porre maggiormente l’accento sulle relazioni commerciali tra aziende orobiche e stato d’Israele.
La campagna nasce in seguito alla pubblicazione di un report riguardante il ruolo di imprese locali nell’import-export israeliano, sia in campo civile sia in quello militare. Il documento, prodotto dopo mesi di ricerca, è frutto del lavoro del Coordinamento Giovanile, una rete che riunisce diversi collettivi della scuola e dell’università.
Nel comunicato di lancio, la Rete Bergamo per la Palestina afferma: “Iniziamo un nuovo percorso di lotta che ci porterà in vari punti della bergamasca, pront ad agire con efficacia e determinazione affinchè anche la nostra terra sia definitivamente libera dal sionismo”.
La prima “tappa” di questo percorso sarà il presidio indetto per mercoledì 18 marzo alle ore 16 fuori dai cancelli della Battagion SpA, azienda già da tempo sotto pubblico attacco per i tuttora vigenti rapporti con il mercato israeliano.

La locandina del presidio di mercoledì 18 marzo 2026
Di seguito riportiamo il comunicato integrale della campagna “BERGAMO: SPEZZIAMO LA CATENA DEL GENOCIDIO”
Viviamo in un periodo di incertezza segnato dall’incombenza di un conflitto su scala mondiale, ormai da anni l’Italia succube delle politiche imperialiste degli USA si dirige verso un coinvolgimento diretto sui vari campi di battaglia. Il reclutamento sociale, la normalizzazione del bellicismo, l’adozione di un’economia di guerra, sono oramai pratiche evidenti e concretamente percepite dalla popolazione tutta, che nella propria quotidianità si ritrova a pagare il prezzo di queste politiche scellerate.
Nulla a confronto di ciò che da un secolo il popolo palestinese vive sulla propria pelle: colonialismo, segregazione razziale, espropriazione delle terre, migrazione coatta, privazione di ogni diritto basilare, repressione, carcere, tortura, fame, ed infine eliminazione fisica su vasta scala.
Nemmeno di fronte al genocidio tutt’ora in corso, le istituzioni locali e nazionali hanno avuto il coraggio di prendere una posizione netta, quella della condanna senza se e senza ma della strage in corso e della sua causa: il sionismo.
Tutt’oggi figure politiche di spicco, di vario colore politico, continuano a riempirsi la bocca di facili parole pacifiste, timide, innocue ed ininfluenti come i loro stessi partiti di appartenenza. Tutt’oggi siamo costrett a leggere sui giornali imbarazzanti affermazioni fintamente bipartisan, che non hanno scopo altro se non quello di delegittimare la resistenza del popolo palestinese in madre patria e all’estero, e al contempo di tenere assieme i frammenti del sistema fascista e guerrafondaio del sionismo internazionale.
E’ tempo di abbandonare definitivamente l’immobilismo della marea di politicanti che ci circonda, ed intervenire una volta per tutte, dal basso, affinchè si spezzi il legame sanguinario tra il sionismo e il sistema economico-produttivo di cui facciamo parte.
Esempi lampanti di questo legame vi sono anche a Bergamo e provincia: numerose aziende locali hanno instaurato nel corso degli anni rapporti commerciali di import-export con Israele, rapporti che nonostante il genocidio in corso, non si sono mai interrotti. Infatti il volume d’affari delle esportazioni con Israele si aggira ogni anno intorno ai 120 milioni di euro: macchinari, prodotti chimici, armi e mezzi per portare avanti la pulizia etnica in Palestina.
Ora più che mai è necessario boicottare il sionismo e la guerra in ogni campo, aziendale, lavorativo, scolastico-universitario ed istituzionale, e per farlo dobbiamo partire proprio dal luogo in cui viviamo, lavoriamo e studiamo: la nostra provincia.
Iniziamo un nuovo percorso di lotta che ci porterà in vari punti della Bergamasca, pront ad agire con efficacia e determinazione affinchè anche la nostra terra sia definitivamente libera dal sionismo; affinchè quella Liberazione che tra poche settimane ci ritroveremo a festeggiare abbia veramente un senso anche 80 anni dopo. Perché antisionismo è antifascismo.
Aderisci alla campagna BERGAMO: SPEZZIAMO LA CATENA DEL GENOCIDIO
Boicotta il sionismo, Boicotta la guerra.
Rete Bergamo per la Palestina

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